Il muro di Berlino (lungo 156 km ed alto 3,60 metri), innalzato nel 1961 e abbattuto nel 1989, è considerato il simbolo della guerra fredda.

Non ha solamente diviso una città, ma famiglie, amici, amori e sentimenti per 28 lunghissimi anni. Per mano di un potere malato e corrotto. Della sete dei governi di controllare il mondo per soli fini politici ed economici.

Ma perché? Un po di storia…

muro di berlino
La guerra fredda tra USA e URSS

Quando si parla di guerra fredda, ci si riferisce ai conflitti che vennero a crearsi intorno al 1947 tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica, le vincitrici della seconda guerra mondiale. Fredda perché combattuta senza armi per evitare una nuova battaglia con armi atomiche. Cause scatenanti sono sicuramente da ricercare nelle culture e ideologie opposte delle due potenze: quella americana, patria del capitalismo e del libero mercato. Si basava sulla democrazia, sulla libertà individuale e sul libero arbitrio nel campo economico. E quella sovietica, patria del comunismo, fondata sul governo di un partito unico, sull’abolizione della proprietà privata, sul controllo statale dell’economia e sul sostegno alla rivoluzione comunista in tutto il mondo.

Fondamentali furono le 2 conferenze svolte nel 1945: la prima a Yalta dove Stalin, di fronte a Churchill e Roosevelt, sostenne che l’Unione Sovietica non poteva permettere che le sue frontiere fossero ancora minacciate da attacchi da ovest. Pretese dai Paesi dell’Europa confinanti con l’URSS governi alleati di Mosca, in modo da costituire una “fascia di sicurezza”. Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria divennero quindi tutti stati socialisti dipendenti da Mosca. La seconda conferenza si tenne a Potsdam per decidere le sorti della Germania sconfitta. Fu quindi divisa in 4 zone controllate dai quattro paesi vincitori: USA, URSS, Gran Bretagna e Francia.

Poco dopo Americani, Inglesi e Francesi decisero di unire i territori da loro occupati e creare un solo Stato tedesco. Stalin vide in questa iniziativa una minaccia per gli interessi dell’URSS e reagì bloccando tutte le strade che conducevano nella zona occupata dai Russi. Sperava così che gli avversari  lasciassero Berlino. Gli Americani non usarono azioni di forza, ma per rifornire la parte occidentale della città, organizzarono un ponte aereo che durò per quasi un anno. I Russi a loro volta non osarono abbattere gli aerei americani e l’anno dopo liberarono le strade dai blocchi.

Il muro di Berlino

Nel 1949 le quattro parti della Germania divennero due: a ovest la Repubblica Federale Tedesca, con capitale Bonn (sotto l’influenza degli USA); a est la Repubblica Democratica Tedesca (stato comunista sotto l’influenza dell’URSS), con capitale Berlino. Migliaia di tedeschi della Germania dell’Est iniziarono allora a fuggire verso Occidente, attratti dalla libertà e dalla ricchezza della Germania Federale. La via più semplice era passare da Berlino Est a Berlino Ovest. Per bloccare questo flusso, il governo della Germania orientale (su spinta di Mosca) costruì nell’agosto del 1961 un vero e proprio muro. Sorvegliato costantemente da sentinelle armate che non esitavano a sparare su chi tentava la fuga per impedire la libera circolazione delle persone. I tentativi furono molteplici arrivando perfino a scavare tunnel sotto terra. I morti accertati per tentativo di fuga che si contano sono 239. Il muro di Berlino divenne così il vero e proprio simbolo della guerra fredda.

L’era di Gorbaciov e la caduta del muro

Quando Michael Gorbaciov, nel 1985, divenne il nuovo leader sovietico, L’URSS attraversava una profonda crisi economica; la società inoltre era stanca del regime, della mancanza di libertà e dei continui controlli della polizia. Gorbaciov cercò di rinnovare il sistema rendendolo meno corrotto (perestrojka) e allo stesso tempo concedendo maggiore libertà di informazione e democrazia. Cercò anche un dialogo con gli USA e allentò il controllo sui paesi dell’Europa orientale, tanto che i regimi comunisti di quei paesi crollarono. Nel 1989 il muro di Berlino fu abbattuto e le due Germanie si riunificarono. Era il 9 novembre. Due anni più tardi l’URSS si dissolse in tanti stati indipendenti e gli USA furono i vincitori della guerra fredda.

East Side Gallery

Dei 156 km, sono pochi i tratti conservati del muro per non dimenticare. A Bernauer Strasse, per 1,4 km di strada, dei pannelli raccontano la vita ai tempi del muro e le storie di chi provò ad attraversarlo. Qui c’è c’è il memoriale ai caduti durante la fuga. Ma il tratto più famoso dove poter vedere un pezzo di muro originale, lungo 1,3 km, è la East Side Gallery a Mühlenstrasse, sul lato orientale, ed è ricoperto da più di 100 murales che alcuni artisti provenienti da tutte le parti del mondo disegnarono agli inizi degli anni 90 per celebrare la libertà ritrovata e l’unione della Germania. I ragazzi ottennero i permessi e crearono così la più grande galleria d’arte al mondo.

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