Praga, muro di Lennon

Tra le cose da vedere a Praga, oltre ai bellissimi quartieri e le attrazioni più gettonate, merita sicuramente un posto il muro di John Lennon, nel quartiere di Malà Strana. Ben poco conosciuto rispetto ai luoghi di comune interesse ma con una storia altrettanto bella. Fatta di libertà, ribellione, pace e amore.

Il muro appartiene all’Ordine di Malta e ne racchiude i giardini. Si trova proprio di fronte l’ambasciata francese. Già alla fine degli anni ’60 divenne ritrovo di giovani, ribelli alla rigidità del comunismo e dell’occupazione sovietica. Apparsero così le prime scritte di pace contro il sistema. Negli anni settanta i graffiti furono dedicati ad un attore del posto, Jan Werich a cui i comunisti vietarono di recitare.

Arriviamo all’8 dicembre del 1980, data in cui fu ucciso John Lennon, la voce del cuore, dell’amore, della musica che aveva definitivamente sconvolto e cambiato per sempre il mondo del rock. Da quel giorno sul muro le scritte cominciarono ad essere dediche per lui, contro l’oppressione, per la pace e la libertà che tutti sognavano nonostante le azioni repressive e violente della polizia che più volte in quegli anni lo ridipingeva e tentava invano di fermare il movimento. Ma i disegni puntualmente tornavano a colorarne ogni mattone.

Ricordiamo che il regime comunista vietava la musica rock perchè si riteneva che corrompesse i giovani coi valori del capitalismo e per tale ragione le forze armate si ostinavano a cancellarlo. Ogni anno nel giorno dell’anniversario della morte di John Lennon i ribelli si riunivano qui per chiedere riforme, fino ad arrivare allo scontro nel 1988 in quella che divenne la più grande manifestazione antigovernativa degli anni 80. Da allora è un simbolo di pace per tutta la città, e, con la successiva caduta del muro di Berlino nel 1989, uno dei ricordi principali dell’opposizione contro il regime.

Nel 2014 alcuni artisti di strada riverniciarono di nuovo tutto di bianco scrivendo “The wall is over”, in ricordo proprio della caduta del muro di Berlino. Ma anche in questa occasione fu ridisegnato e quella scritta modificata in “The war is over”. Nel nome dei più alti e nobili ideali, nel nome della rivoluzione di John Lennon, fatta di poesia, musica e parole per la pace. Non violenza, non guerra, non urla.

E non si tratta di un’opera voluta, ma nata spontaneamente, piano piano, scritta dopo scritta. Ancora oggi chiunque volesse può scrivere o disegnarci sopra. E’ rinato sempre. Grazie al cuore dei ribelli, la lotta per la pace e la libertà. Grazie alla musica e all’anima di chi per essa un giorno freddo di dicembre è morto. Questo rappresenta quel muro, la lotta dell’amore contro l’odio, di un pennarello contro una pistola.

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Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothin’ to kill or die for
And no religion, too
Imagine all the people livin’ life in peace
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope some day you’ll join us
And the world will be one

Video del muro di John Lennon


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